PREMESSA

di Enzo Di Pasquale, scrittore che ha guidato il laboratorio

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foto di P. Lamprou

Nel giugno del 1995 a Schinoussa accadde qualcosa di incredibile. Poco prima dell’approdo il traghetto aveva traballato, i viaggiatori avevano avvertito come uno scossone improvviso. L’imbarcazione era stata investita da un’onda anomala.

Siamo partiti da questo incipit maturato da una notizia di cronaca: proprio nel 1995 in Grecia si era registrata una forte scossa che aveva colpito il Peloponneso. Diciannove persone erano rimaste uccise, tantissimi i feriti. L’epicentro era stato individuato a Eghion, una cittadina balneare sul golfo di Corinto. Si era registrato uno sciame sismico, con scosse robuste, che si era propagato debolmente anche nelle Cicladi.

Abbiamo parlato del tema del nòstoi o ritorni, tema centrale dell’Odissea.

È così che è nata la storia corale, con il misterioso ritorno sull’isola di Maria nel luglio del 2015.

È una sola storia raccontata da diversi punti di vista: gli abitanti (il coro greco), il giovane pittore Delo, le Tamerici salmastre (alberi che crescono sull’isola e che hanno la caratteristica della “sudorazione” sotto forma di gocce di liquido chiaro e salato, la quale durante il giorno e in assenza di vento genera come una pioggerella che colpisce chi si trova sotto la chioma), Euclide e Maria.

Questi personaggi sono nati tra i pulviscoli dei tramonti, tra le ombre delle tamerici, tra le acque cristalline frantumate da minute onde. Quando tutto si acquietava essi si accendevano come stelle in un cielo cremoso e zampillavano di luce propria nelle magiche notti Schinoussiane.

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CORO – Abitanti dell’isola

EUCLIDES

DELO

LE TAMERICI

MARIA, LA SCELTA